La tecnica del Pomodoro

Quest’anno, a differenza dello scorso, sono riuscito ad andare all’Agile Day.
Davvero una gran bella iniziativa, nella quale sono venuto a conoscenza di moltissime cose interessanti riguardo alle metodologie agili.
E’ stato molto bello ascoltare e confrontarsi al tempo stesso con tanti altri sviluppatori.
L’idea degli open space è stata perfetta, la possibilità di continuare a discutere quanto sentito durante i vari talk mi ha infatti permesso di approndire quanto più mi interessava e conoscere persone davvero preparate e disponibili.
Divertentissimo l’XP game, con tanto di coach!

Pachino o ramato?La novità però, almeno per me, è stata “La tecnica del pomodoro“.
L’idea alla base è quella di suddividere il tempo in pomodori, ognuno della durata di 25 minuti + 2/3 di pausa.
Come prima cosa si scrivono su un foglio le varie attività da svolgere; in seconda battuta (e qui sta una delle principali difficoltà) ne si stima la durata in pomodori, disegnando n figure geometriche uguali a fianco di ognuna (es. refactoring: 0 0 0; ossia 3 pomodori). A questo punto si scelgono quelle da fare giorno per giorno (attività di pianificazione).

Si inizia quindi con la prima. Ogni pomodoro (25 minuti) ci si ferma, ci si distrae per 2/3 minuti, lo si segna come svolto (barrandolo con una x), si ripunta il timer e via. Ogni 4 pomodori ci si ferma per un poco di più, 10/15 minuti circa, in modo da ricaricarsi.
Se la stima è corretta dopo i pomodori previsti il lavoro è terminato; altrimenti o si è finito prima (e quindi si passa ad un’altra attività) oppure i pomodori non sono stati sufficienti ed allora, in base al lavoro svolto e a quello mancante si effettua una nuova stima, da segnare con una figura geometrica diversa dalla prima.
Bisogna ridurre al minimo le interruzioni durante i pomodori. Se l’interruzione viene gestita velocemente il pomodoro è ancora buono, altrimenti il pomodoro è perso e non deve venire barrato.
Per i dettagli vi rimando all’ottimo paper (che sto leggendo) di Francesco Cirillo.
Obiettivo è quello di organizzare meglio il lavoro, evitando di disperdere energie e di farsi prendere dall’ansia soprattutto con l’avvicinarsi delle scadenze.

La Tecnica del Pomodoro nasce con l’obiettivo di utilizzare il tempo come un utile alleato per realizzare le proprie attività nel modo desiderato e consentire un continuo miglioramento nel proprio processo di lavoro o studio. [...]
Tentando di confrontarsi con il tempo che passa, ci si sente inadeguati, oppressi, schiavi, vinti, ogni secondo di più. Si perde lo slancio vitale (3) che ci consente di realizzare attività: “sono passate due ore e non ho ancora finito; sono passati due giorni e ancora non ho finito”. Nei momenti di debolezza, lo scopo di realizzare attività tende a non essere più chiaro. [...]

Su flickr ci sono alcune foto dell’agile day 2006.

Lo speech sul pomodoro... con il pomodoro in bella mostra

Aggiornamento Novembre 2010
Per chi sviluppasse in ambiente Gnu/Linux, più precisamente utilizzando l’ambiente Gnome, ad esempio sotto Ubuntu, segnalo questa comoda applet per il pannello di Gnome attraverso cui gestire il tempo in pomodori: http://ftp.jstump.com/pub/pomodoro-applet/. Via http://www.ossblog.it/post/6970/pomodoro-applet.

ilpestifero

Una risposta al “La tecnica del Pomodoro”

  1. JenJ scrive:

    “Inspiegabilmente pare che pochi abbiano il coraggio di dirlo:

    la Tecnica del Pomodoro® è una delle più ridicole sciocchezze che circolino sui testi di management

    Ecco, l’ho detto. Forse meritano due righe di spiegazione.”

    http://arialdomartini.wordpress.com/2011/08/24/i-pomodori-sono-buoni-per-fare-la-conserva/

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