Help! La Sicilia brucia!

Aggiornamento del 6 agosto 2007

L’espresso dedica alcuni articoli al costante probema degli incendi, che ogni estate torna alla ribalta per poi essere dimenticato.

L’articolo più interessante è “Chi gioca col fuoco“, di cui voglio commentarne alcuni pezzi.

La guerra contro incendiari e piromani si può vincere: basta volerlo. [...]
Comuni, Regioni, Stato, ogni apparato pubblico ha delle colpe per la superficialità e l’inerzia opposte a un’emergenza così vecchia da diventare endemica.[...]
Le leggi ci sarebbero. La cartina di tornasole che inchioda alle responsabilità sta proprio nella considerazione che, laddove vengono interamente applicate, il fenomeno degli incendi è in drastica diminuzione, mentre si rafforza quando trova la complicità di amministratori inefficienti (versione benevola) se non corrotti (versione malevola). Il lassismo fiacca la prevenzione.[...]

Stop. In queste poche parole è riassunto il vero problema, quello tutto made in Italy, il paese con il più alto numero di leggi e il minimo numero di leggi applicate. VERGOGNA.
Non basta legiferare a go-go su qualsivoglia materia per sperare che tutto torni a funzionare a dovere. E’ necessario un iter che da queste leggi porti fino alla radice dei problemi, nei comuni o nelle provincie, passando anche per una corretta sensibilizzazione della gente, e sopratutto per il rispetto delle pene in caso di reato accertato.

Nell’individuazione delle colpe, stavolta, si deve partire dal basso. Dai Comuni. La legge quadro numero 353 del 2000 affida loro un compito fondamentale: quello di redigere il “catasto delle aree percorse dal fuoco”. Perché è importante? Perché quei terreni, per 15 anni, non possono avere una destinazione diversa da quella precedente l’incendio. Scoraggiando così tutti quei criminali che appiccano le fiamme per averne un vantaggio economico. [...]
A muovere taniche di benzina e fiammiferi sono interessi diversi. Si va da chi vuole costruirci, ai pastori che hanno interesse a far scomparire gli alberi a favore dei pascoli; dagli agricoltori ai bracconieri; dai titolari di vivai che ottengono poi commesse per rimboschire ai lavoratori stagionali che allungano così i contratti. Niente, col catasto è tutto azzerato. Nemmeno piantare altri alberi si può. Non per caso, allora, nelle zone più virtuose, il fuoco arretra. Alcuni esempi. Liguria. Il 61 per cento dei Comuni ha redatto il catasto (record italiano) e si è passati dagli 801 incendi con 7.730 ettari bruciati del 2003 ai 379 incendi (1.548 ettari) del 2006.
In controtendenza la Calabria che ha il 12 per cento di catasti e che ha avuto l’anno scorso 7.955 ettari bruciati contro i 6.921 dell’anno precedente. La Sicilia ha il record recente di ettari andati in fumo, 13.470, e guarda caso tra i municipi che hanno risposto al questionario nessuno (nessuno, zero!) ha provveduto al suo catasto. E siamo a sette anni dall’obbligo di farlo.

Eccola la legge. Perfetta. Perfetta ma inutile se non c’è la collaborazione da parte di tutti, Comuni in primis in questo caso. Al Sud la situazione è grave e lo è resa ancora di più da questa incapacità (in parte dovuta ed in parte voluta) di non rispettare gli obblighi di legge, consentendo così di alimentare il business del fuoco-mangia-tutto.

La Liguria ha il record delle multe comminate (oltre 9 milioni di euro e sarà anche per questo che poi i vandali ci pensano due volte) contro i 264.000 euro della Calabria che va perennemente a fuoco.

Fare rispettare le leggi. Semplice in teoria, difficile in pratica, quasi impossibile in italia, il paese dei furbi.
Ci sarebbero ancora altri interessanti punti, trattati dall’articolo al quale vi rimando ancora per una lettura completa.

La Sicilia brucia

In certe situazioni, come quando ci si trova di fronte al fuoco, ci sono ben poche parole.
Restano soltanto le immagini di uno scempio che deve terminare.

Il giardino di un vicino di casa
Il bosco dietro casa a fuoco
Fumo, fumo e ancora fumo
Un elicottero del corpo forestale
Il Canadair CL-415 all'opera

In breve, lunedi mattina ci siamo alzati al grido “fuoco, fuoco”. Poco distante da noi infatti stava bruciando il giardino di un vicino, dall’altra parte della strada. In breve, si è formato un gruppo di persone che munite di pale e secchielli d’acqua è riuscita, con la fortuna dell’assenza di vento, a spegnere l’incendio ed i vari focolai dopo un intensa mattinata a lottare con il fumo ed il fuoco.
Purtroppo i piromani (credo era più di uno, data la velocità con la quale sono partiti i diversi incendi) avevano una strategia ben chiara e verso le 10 circa erano visibili 4 incendi, di cui 2 subito domati dalle persone che abitavano nei paraggi, uno molto grande alle nostre spalle, nel versante opposto alla montagna soprastante, ed uno nella montagna di fronte.

Non mi voglio dilungare oltre, l’unica cosa che mi sento di dire è che questi piromani non sono sicuramente persone che agiscono per il solo scopo di veder bruciare un bosco, ma hanno probabilmente dei chiari obiettivi in testa. C’è chi parla di svalutazione del terreno, poi da riacquistare a poco, altri dicono siano gli stessi precari dei soccorsi etc. etc.

In Sicilia, per via del caldo e di un sottobosco particolarmente secco, gli incendi sono una vera minaccia.
Help!

p.s. Per chi volesse approfondire, qui il dossier incendi ed illegalità del corpo forestale e qui una pagina che riassume la situazione.

ilpestifero

Una risposta al “Help! La Sicilia brucia!”

  1. edo scrive:

    E’ davvero un peccato che accadano queste cose :-(
    Buon proseguimento di vacanze!

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