Ubuntu, ne parla anche la rai
- 9 maggio 2008 - 19:06
- Software
Per chi negli ultimi due anni e mezzo, pur masticando di computer, avesse nascosto la testa nella sabbia a mo di struzzo, ieri nella trasmissione Neapolis in onda su rai tre, si è parlato di Ubuntu, il sistema operativo GNU / Linux Open Source.
Per chi se lo fosse perso, il servizio è visionabile (come tutti gli altri servizi di Neapolis) sul sito internet della trasmissione.
Postille finali per gli struzzi di cui sopra:
Cos’è Ubuntu?
Ubuntu prende il nome proprio da una filosofia di vita sudafricana che vive di condivisione. Il software è libero, gratuito ed open source e per la sicurezza dei suoi utenti viene aggiornato ogni sei mesi in massima sicurezza.
Il suo punto di forza?
Il punto di forza di questa distribuzione è la sempre crescente Community, fatta di persone in carne ed ossa, sparse in tutto il mondo (anche in italia la community è molto vasta e ben strutturata) che ogni giorno scrivono recensioni, consigliano ed aiutano i novizi, sviluppano codice (esistono ormai programmi Open Source per qualsiasi compito, dalla grafica alla musica, dalle suite per ufficio ai tool di sviluppo etc etc.), traducono, segnalano bug e molto altro, il tutto a supporto degli altri utenti e di Canonical, l’azienda che ha creduto in questo progetto e che distribuisce ogni 6 mesi una nuova versione.
E il punto di debolezza?
Il fatto di dover competere con sistemi operativi di multinazionali ben più potenti che godono di appoggi in ogni dove, in grado di esercitare il loro potere e le loro pressioni ad ogni livello della catena distributiva.
Ma tutti quegli effetti nel video, tipo i 4 desktop affiancati, la lente di ingrandimento, la rotazione delle finestre aperte etc, come faccio a metterli su Ubuntu?
Quello si chiama Compiz Fusion. Basta disporre di una buona scheda video (una degli ultimi 3/4 anni va più che bene) e di 5 minuti di tempo per installare i pacchetti (programmi) necessari.

