Pirateria e condivisione
- 17 settembre 2008 - 10:20
- Diritto e Tecnologia, Politica, Sicurezza, Software
In questo periodo tanto florido e spensierato per la nostra italietta ed il mondo intero, almeno qui da noi si fa un gran parlare della pirateria online.
Mi riferisco in particolare al recente convegno tenutosi il 28 agosto a Venezia: congresso Lotta alla pirateria e tutela dell’industria culturale italiana.
Ovviamente, un conto è sentire le opinioni dei soliti 4 forcaioli, SIAE in testa a guidare le varie major e compagnia andante, un altro è ascoltare una volta anche quelli che la rete la usano tutti i giorni, e non solo per SCARICARE.
A prescindere, per i buoni delle major, non si deve fare, altrimenti loro, poverini, come ci arrivano a fine mese.
Spieghiamo quindi loro, che non esistono solo materiali protetti da diritti d’autore, esistono una moltitudine di licenze che lentamente stanno prendendo piede e permettono alla cultura di diffondersi. Brad Sucks giusto per citarne uno che leggevo recentemente.
La mettiamo su una scala di importanza diversa da quella con cui volete spaventare la gente, ma andiamo con ordine e citando altri recenti articoli, entrambi di punto-informatico[1][2], che spiegano meglio la questione.
Insomma, il mercato è in crisi e la colpa, tra gli altri, è dei ragazzi che rubano le opere con la pirateria e dei loro genitori. Immancabile la risposta del governo: Gianni Letta ha già predisposto un tavolo tecnico che partirà ad ottobre, tra i suoi scopi studiare forme nuove di contrasto alla pirateria digitale.
Nel 2007 in Italia sono stati prodotti con investimenti interamente o parzialmente Italiani 121 film, 5 in più del 2006. L’incasso totale ai botteghini è stato di circa 617 milioni di euro, il 12% in più del 2006, per i soli film italiani l’incasso è aumentato del 44%.
I dati non mentono, nonostante siano a volte un po di parte (per sapere quale anagrammate al parola M J A R O)…
Ma il punto non è solo questo, ossia che non c’è stato il crollo di questo mercato ma anzi sia il cinema che la musica stanno benone [1], bensì la constatazione che è sicuramente in atto un cambiamento dettato dalle nuove tecnologie che ruotano attorno ad Internet e che i mercati sopra citati ne devono tenere conto.
Questa non è una proposta. E’ una demenza, o al massimo una minaccia (= legge), sempre in accordo alla politica basata sullo spaventare le persone, anziché instaurare con loro un dialogo in cui a guadagnarci non siano solo le major e la SIAE, ma tutti noi, CULTURA e LIBERO SAPERE in testa.
Questo è il reale problema. Non si vuole dialogare, ma solo sfruttare le persone, imponendo loro dei dazi per qualsiasi cosa facciano con le opere tutelate dal diritto d’autore e non.
Gli autori o il vostro potere oligarchico?
70 anni non sono sufficienti probabilmente, visto che ci sono state proposte di estenderlo. E’ mai possibile che si vieti la condivisione di opere artistiche per così tanto tempo. Dove sta la cultura in tutto questo?
Probabilmente solo nel nome del congresso, sicuramente non nella testa di chi non può permettersela.
Ok, ok. Nessuno lo mette in dubbio, solo i tempi ci sembrano lunghi (NDA: risate…) e non in linea con l’evoluzione digitale. Idem per le modalità di fruizione, assolutamente antiquate e capaci solo di limitare le nostre libertà, anzichè la comodità e la semplicità con le quali dovrebbero essere acquistate o scambiate.
DRM vi dice niente?
E allora perché anziché farci la lotta, sia con gli strumenti stessi, sia a mezzo informazione, non ne discutete anche con noi e le associazioni come ScambioEtico?
Ma parliamo un attimo di voi… [1]
1. Come abbiamo visto, tutti i contribuenti finanziano la produzione di film, per il 20% del totale degli investimenti.
2. Chi va al cinema, finanzia i produttori con una parte del biglietto.
3. Se il film viene trasmesso dalla RAI, il nostro canone viene in parte speso per pagare i diritti correlati
4. Il DVD sul quale viene stampato, ha un prezzo maggiorato per l’equo compenso. Allo stesso modo, anche tutti gli altri DVD che compriamo hanno lo stesso sovrapprezzo, anche se ci salviamo il video delle nostre vacanze.
5. Infine, il DVD costerà almeno una decina di euro.
Forse definirci ancora ladri è quantomeno discutibile…
Almeno tanto quanto potrebbe esserlo definire voi ladri…
Discutiamone.
[...]a questo tavolo saranno invitati a partecipare solo i rappresentanti di alcune categorie, sicuramente quelle degli autori e dei fornitori di connettività internet, ma ci risulta che non sia prevista alcuna rappresentanza di tutta quell’ampia fascia di utenti del Web che – teniamo a precisare – senza scopo di lucro si scambiano le opere tutelate dalla legge sul diritto d’autore, persone che anche durante questo Convegno sono state “bollate” da alcuni oratori come ladri, per qualcuno addirittura da rieducare attraverso lavori sociali, in base a questa equazione: opera scaricata = mancato acquisto, mancato acquisto = furto.
[...]
Tante persone si sono ormai rese conto di come le normative sul diritto d’autore, nella odierna società, siano diventate obsolete ed andrebbero riviste anche a livello di convenzioni internazionali; il diritto d’autore dovrebbe essere tutelato al massimo per un periodo uguale a quello dei brevetti ed invece ci sono pressioni, addirittura, per aumentarlo.
[2] ScambioEtico chiede di poterne discutere. Governo dei miracoli, permetti loro di sedere a questo tavolo e ascolta una volta anche i cattivi.
Pensiamo che forse, ai lavori sociali, dovrebbero andarci altre persone, con problemi e reati seri, non frutto di una quotidiana disinformazione.
E voi gente, aprite la vostra mente, scambiatevi le vostre idee, il vostro sapere, il vostro lavoro.
Tanto per fare qualche nome: FSF, Ubuntu, Jamendo e chi più ne ha ne metta.
Siate innovativi, non FORCAIOLI.
[1] La retorica della pirateria
[2] ScambioEtico: condividere non è rubare