Costi e tempi di recesso

Ne parlavo giusto in questi giorni con alcuni amici.
Dopo le liberalizzazioni di Bersani nell’aprile 2007 [legge 40/2007], che garantivano maggiori tutele e diritti ai consumatori nel caso di recesso anticipato da servizi di telefonia, internet e pay tv, ultimamente con questo governo di prostitute ed utilizzatori finali si respira di nuovo quell’aria di penali salatissime e tempi apocalittici prima di poter disdire un contratto, insomma l’aria di piglianculo, quella in cui i consumatori sono a 90° e le aziende ne fanno di tutti colori, con buona pace dei diritti dei consumatori, di sicurezza sul lavoro, di posto fisso etc. etc.

zero possibilità di crescita in un paese governato da ricchi accattoni

Tra i maggiori promotori di questa nuova controriforma è in prima linea RTI del nano piduista, che sta facendo ricorso al tar per mantenere le penali di recesso.

Vorrà dire che anche se un servizio adsl farà schifo, e in italia non è difficile essere in questa situazione visto i NON investimenti sulla banda larga ed il digital divide, ci toccherà o pagare una penale record o tenerlo minimo 24 mesi duranti i quali, anziché sfogliare pagine web, si sfoglieranno le verze, condite da bestemmie e preghiere per un fulmine su montecitorio.

O forse, come dicono i più maliziosi, ci siederemo ancora una volta sul divano a guardare la televisione.
Quella si che è informazione…

ilpestifero

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