Ubuntu è… la comunità

4 giorni all’uscita… Ubuntu 10.10 è ormai alle porte e l’intera comunità è in fermento.

La comunità di Ubuntu è la più numerosa ed attiva nel vasto panorama dei progetti Open Source. E’ composta da milioni di persone in tutto il mondo, dall’Europa all’America, coinvolgendo persone di ogni genere, credo, sesso e razza. Gli unici pre-requisiti richiesti sono la voglia di imparare e contribuire alla crescita della distribuzione GNU/Linux più diffusa nel mondo, nel rispetto delle idee e del lavoro degli altri.

Chris Kenyon, vice presidente Canonical per gli OEM, nell’aprile del 2010 in un’intervista a InternetNews.com ha spiegato che stimano gli utilizzatori di Ubuntu in almeno 12 milioni.

Numeri importanti, probabilmente sottostimati rispetto alla realtà, ma comunque numeri che affiancati ad altri evidenti riscontri della sempre crescente popolarità di Ubuntu, anche e soprattutto fra le persone comuni, dimostrano la bontà e la solidità di questo progetto di creazione di un Sistema Operativo basato sulla potenza del software libero ed aperto (FLOSS, Free Libre Open Source Software).

Canonical, l’azienda che dirige lo sviluppo di Ubuntu, ha fatto fare a GNU/Linux un nuovo salto in avanti, raggiungendo l’obiettivo di semplificare lo svolgimento delle operazioni quotidiane che si svolgono mediante il computer.
L’attenzione per l’usabilità, gli studi continui sul design e l’interazione con il computer (vi segnalo a titolo di esempio, il blog ufficiale del team Design di Canonical), la ricerca estrema della semplicità, l’eliminazione dei componenti non indispensabili o ridondanti (less is more), l’integrazione e la miglioria di numerose applicazioni, unito all’immenso lavoro che l’intera comunità del FLOSS porta avanti quotidianamente ha dato vita via via ad un prodotto davvero potente e semplice al tempo stesso, alla portata di qualsiasi persona che intenda scoprire qeusto, per lui, nuovo mondo.

La collaborazione e la socialità sono due degli elementi più importanti per la continua crescita di Ubuntu, ed è a questi elementi che è dedicato questo articolo.

Wikipedia, Youtube, il Progetto Genoma Umano, il kernel Linux (uno dei software più complessi esistenti, al quale partecipano collaborativamente numerose aziende [Red Hat, Nokia, IBM, Google, Novell, HP etc.] e persone) sono solo alcuni degli esempi più famosi e attuali di cosa la collaborazione delle persone in tutto il mondo possa creare.

Recentemente WordPress, la piattaforma di blogging Open Source per eccellenza, nonché una delle più utilizzate in tutto il mondo, è stata adottata da Microsoft come sistema per la pubblicazione di blog degli utenti di Windows Live Space.

E’ l’ennesimo esempio che dimostra la maturità dei progetti aperti, nei quali le persone non giochino solo il ruolo passivo di consumatore. Ognuno, secondo le proprie competenze ed attitudini può contribuire e attingerne; alla base di tutto vi è la voglia di comunicare e migliorare continuamente, che ognuno di noi porta con se fin dalla nascita.

Parlare, criticare, votare, taggare, linkare, commentare, twittare, segnalare, aiutare, scrivere, richiedere funzionalità, tradurre e localizzare, aggiungere funzionalità, etc. sono tutte attività che richiedono la partecipazione attiva ad un processo continuo di creazione non detenuto da nessuna multinazionale. Il sofware aperto, grazie alla straordinaria forza offerta da Internet, si presta particolarmente bene a questo modello e permette ad ognuno di noi di esserne parte.

Riccardo Luna, il direttore di Wired.it, nel login di questo mese ha detto:

I recinti non ci proteggono ma sono muri da abbattere

Ha ragione e quello raccontato in questo articolo ne è solo una piccola testimonianza.
Ma chi ha basato il proprio successo sui muri e sui recinti, cosa farà?

Non fatevi ingannare, scegliete bene. Scegliete Ubuntu.

ilpestifero

Una risposta al “Ubuntu è… la comunità”

  1. [...] con un certo software. L’esempio di WordPress citato alcuni giorni fa nell’articolo Ubuntu è… la Comunità è esattamente di questo tipo. In the open source world, things are different. First, the [...]

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