Questione di scelte

Conosco molte persone che considerano normale comprare acqua in bottiglia.

Non si rendono conto che sono state ingannate. Qualcuno, le big corporation, (nestle per dirne una che solo in italia ha ormai acquistato la maggior parte di acque in bottiglia, tra cui levissima, sant’anna etc.) hanno deciso per loro che anche l’acqua è un bene vendibile.
La prendono dal rubinetto, producono attraverso il  petrolio le bottiglie, inquinando, le riempiono e  le portano in giro per il mondo con tir, navi e treni, inquinando.
Nel frattempo danno vita ad una continua campagna di contro informazione, secondo la quale l’acqua del rubinetto non sarebbe buona e controllata, e come soluzione di tutto ci propongono in ogni dove la terribile bottiglietta d’acqua.
Poi prendono queste bottiglie vuote e le scaricano in qualche paese del terzo mondo o in via di “sviluppo”, l’India per dirne una, e li restano, inquinando nuovamente per centinaia d’anni.

Gianfelice ti scrivono tutti – chinasky77

La netta presa di posizione del figlio di Giacinto Facchetti, in seguito all’udienza del 13 aprile 2010 in cui la difesa di Moggi ha tra le altre cose presentato alcune intercettazioni fra Bergamo e Facchetti, ha ovviamento provocato una serie di risposte da parte della tifoseria bianconera.
Per chi non lo sapesse gianfelice si è dichiarato offeso ed indignato della, secondo lui, falsificazione della realtà emersa dalle intercettazioni, soprattutto in merito a chi tra Bergamo e Facchetti nominasse per primo il nome di collina in questa intercettazione.

Non mi soffermo a lungo su quanto ho gia detto nella mia personale lettera al buon gianfelice, inutile ricordargli che suo padre stava parlando al telefono con il designatore degli arbitri, inutile spiegargli che lo faceva con molta frequenza (ben 41 delle nuove 74 intercettazioni riguardano lui), inutile spiegargli che il giorno prima aveva chiamato mazzei per fare la griglia, inutile spiegargli che la griglia la stava facendo in modo da pilotare il sorteggio su collina (sentite questa intercettazione del giorno prima, il 25 novembre 2004), inutile dirgli che mancavano 2 (DUE) giorni a inter-juve (MA LORO ERANO ONESTI) etc. etc. etc.

Vi lascio a questa stupenda risposta da parte di chinaski77 di cui per il vostro e per il mio piacere, riporto alcuni stralci:

Il menu interista

1) Il punto chiave della telefonata tra tuo padre e il designatore non è la parola “Collina”, ma la parola “metti”.
[...]
A meno che non si voglia pensare che Facchetti stesse parlando d’altro.
In linea teorica è possibile. Lui telefona a Bergamo, Bergamo parla degli arbitri che intende mettere in griglia, ma in quel preciso momento la domestica di tuo padre entra e gli mostra il menù per il pranzo:
Facchetti: metti dentro qualche…
Bergamo: Collina.
Facchetti: …qualche spezia negli involtini di melanzana, Ester.
È possibile ma poco probabile.

Questione di sostanza. L’arbitro migliore…

Hai detto: (nd. hai è riferito a gianfelice)
“La sostanza è assolutamente differente. Chiedere il miglior arbitro per giocare una partita mi sembra la richiesta di giocare una partita in condizioni di legalità nel torneo più taroccato nella storia del campionato italiano”

“Chiedere il miglior arbitro”?
Non si può. Mi spiace.
Non. Si. Può.
E poi, dico, il miglior arbitro per chi? Per Moggi il miglior arbitro poteva essere un altro.

Moggi: Signor giudice, io chiedevo solo gli arbitri che secondo me erano i più bravi, per garantire lo svolgimento del campionato nelle condizioni di massima…
Giudice: Ah, ma perché non l’ha detto subito? Allora può andare, è libero…

Buona lettura e buone risate. :)

Caro gianfelice ti scrivo

Caro gianfelice, ti scrivo in risposta alle tue recenti dichiarazioni su calciopoli, o, come evincerai dal resto della mia lettera, farsopoli.

Dispiace parlare di persone che non ci sono più, ma nessuno lo sta facendo per gioco, si tratta di un processo vero e proprio in cui ognuno degli imputati si sta assumendo le proprie responsabilità, non di un sommario processo da 2 settimane come accadde nel 2006 ad opera del braccio armato della “giustizia” sportiva e del giornale rosa di milano che fomentava il popolino.

Nelle tue parole di difesa riscontro il tentativo di distrarre l’opinione pubblica dai fatti che stanno emergendo.
Da tifoso juventino ricordo però bene quanto la strumentalizzazione delle informazioni possa rivelarsi potente, arrivando persine a preparare il terreno per sommarie sentenze, dettate appunto dal sentimento popolare piuttosto che dalla presenza di elementi probatori.
Viceversa non voglio che succeda a tuo padre Giacinto Facchetti quanto successo a Luciano Moggi in quella funesta estate del 2006. Senza alcuna possibilità di contraddittorio fu in pochissimi giorni sottoposto alla gogna mediatica, rendendolo di fatto un mostro, il capo di una presunta cupola smentita dalla sentenza di primo grado del processo penale riguardante la Gea World dell’aprile 2009.

Come ben raccontato e documentato dal team ju29ro, non è importante se nella chiamata a cui lei fa riferimento, quella del 26 novembre 2004, la parola “Collina” sia pronunciata prima da Facchetti o da Bergamo.
Quello è il dito.
La luna ci racconta invece che suo padre, moratti, meani, galliani, ed altri dirigenti di altre squadre chiamavano con una certa frequenza i designatori arbitrali (Pairetto e Bergamo), il designatore degli assistenti (Mazzei), gli arbitri (de santis in particolare) e i vertici della figc, la stessa della sentenza sportiva. A volte si incontravano a cena, altre volte prima delle partite.

E queste cose non le sto scrivendo in fretta e furia per aizzare il popolino, le sto scrivendo dopo aver sentito e riletto le deposizioni dei vari testimoni implicati, nonché dopo aver ascoltato alcune delle intercettazioni che erano misteriosamente scomparse sfuggite. Nessun tifoso juventino ce l’ha con suo padre e tutti noi lo rispettiamo e sappiamo l’indubbio valore che ha dimostrato sul campo, da grande campione qual’era.
Cosa ben diversa è però quello che è accaduto nel 2006 e negli anni precedenti, come abbiano agito i mandanti e i sicari di quella farsa, farsopoli appunto.

La luna ci racconta che la difesa di Moggi ha chiesto l’acquisizione di 74 nuove intercettazioni, in cui l’inter è prima con 43 chiamate, di cui ben 41 di Facchetti.

Facchetti, all’epoca presidente dell’Inter, è il mattatore incontrastato, con 41 telefonate, più della metà delle 74: 17 con Bergamo, 10 con Pairetto, 5 con Antonio Ghirelli (segretario della FIGC), 4 con Gennaro Mazzei (designatore degli assistenti), 3 con Massimo De Santis (arbitro!), 1 con Mazzini, 1 con Lanese (presidente degli arbitri).

fonte: ju29ro, inter prima nelle intercettazioni, 43 su 74

Se però preferisce continuare a parlare del dito, mi faccia fare alcune precisazioni.
La prima: quella chiamata avviene fra suo padre che in quel momento è PRESIDENTE dell’inter e Bergamo, designatore degli arbitri, colui che doveva preparare le famose griglie. Ma non avviene d’estate sotto l’ombrellone, avviene durante il campionato, anzi, avviene 2 giorni prima della partita fra l’inter e la Juventus. Immagini cosa sarebbe successo se al posto di suo padre in quella stessa situazione ci fosse stato, che ne so, Moggi!? Quanti avrebbero guardato al dito?
La seconda: quella chiamata non è ne l’unica riguardante tale partita, ne la prima. Il 25 novembre 2004 Facchetti è al telefono con Mazzei e oltre a parlare degli assistenti, parla proprio del numero 1 degli arbitri e di come fare la griglia in vista di inter Juve di domenica sera. Riporto alcune considerazioni del team ju29ro per precisione (l’audio completo è disponibile qui):

Ma quella telefonata ci dice altro, ci dice che Facchetti, dopo aver detto “Ma vaaa… lì non devono fare sorteggi, lì devono…”, suggerisce a Mazzei l’escamotage che i designatori potrebbero mettere in atto per far in modo che l’arbitro sia “il numero 1″: “Ma sì, mettono De Santis che ha già fatto la Juve domenica e non può, mettono Rosetti che è di Torino……” . Griglia con tre arbitri e due preclusi, ovvero risultato garantito: il numero 1. Mazzei spiega che non è possibile “Devono lasciare un campo aperto almeno del 50% per quello che è scritto nel regolamento, mi sembra… dopo ne parlo con Bergamo”. Due preclusi su tre non è possibile, due su quattro sì. Ascoltatela bene quella telefonata, perché Mazzei dice che ne parlerà poco dopo con Bergamo “Sì perché mi trovo tra mezzoretta con Bergamo”.

fonte: ju29ro, Metti Collina

Detto questo spero di averla aiutata nel ricordare meglio come andarono le cose e, nonostante la ringrazi per la sua proposta di restituire lo scudetto di cartone, ci tengo a sottolineare come non si possa restituire una cosa di cui ci si è appropriati indebitatamente (e aggiungo immeritatamente visto che sul campo eravate finiti a circa 30 punti dalla Juventus capolista) e cercare allo stesso tempo di passare per onesti.

Sarebbe un gesto molto eclatante ma che avrebbe il potere di far acquisire ancora più punti alla nostra storia.

Dalle sue parole e da quelle pubblicate sul sito della squadra di cui suo padre era presidente mi pare di capire questo.

Dal dito e dalla luna però arrivano notizie diverse.

Cordialmente,

ilPestifero

il ritorno della memoria

Al colonnello Auricchio è tornata la memoria!

Colui che con il suo pool ha raccolto le intercettazioni telefoniche di farsopoli, decidendo inoltre quali trascrivere per le indagini, ha risposto così poco fa alla domanda dell’avvocato Trofino:

Dalle intercettazioni non mi risulta che Moratti sia stato a casa di Bergamo. Se il presidente dell’inter è Facchetti la risposta è sì, se invece è Moratti non ho elementi.

fonte diretta Live del processo by ju29ro.com e repubblica.it

Quindi non solo Facchetti, moratti e i dirigenti dell’inter e di altre squadre (meani, galliani, spalletti etc.) chiamavano i designatori arbitrali, non solo parlavano di griglie, sceglievano gli arbitri, di bypassare il sorteggio arbitrale, non solo chiamavano direttamente gli arbitri (es. facchetti–>De Santis!!!! o meani–>collina!!!!!), ma ascoltiamo ora dalla voce di colui che ha gestito l’indagine che Facchetti andava a casa di Bergamo.

Probabilmente questa intercettazione diffusa qualche giorno fa lo avrà aiutato a ricordare.

L’ennesimo miracolo della scienza :)

Farsopoli

Pronunciamolo bene tutti assieme: F-A-R-S-O-P-O-L-I.

Quello schifo di pseudo processo sportivo fatto in tutta e fretta e furia sulla base del sentimento popolare e dei giudizi e delle anticipazioni della carta igienica rosa manovarata dal signore degli ex-onesti non è stata altra che una messa in scena con l’unico scopo di annientare la Juventus.

“Una sentenza pazzesca, e non perché il calcio sia un ambiente pulito. Una sentenza pazzesca perché costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome. Una sentenza pazzesca perché punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna. E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perché tutto è uscito fuori in un determinato momento? Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti. Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?”.

Enzo Biagi, intervista a “Il Tirreno” del 16 agosto 2006. tratto da ZebraBinaconera10

E’ venuto il momento che i 14 milioni di tifosi juventini si facciano sentire tutti assieme.

I fatti accaduti e i fatti di…

… cocaina, Milano in(fatti) è la città con il più alto consumo d’europa.

Dicevamo comunque dei fatti, quelli realmente accaduti.
L’inter chiamava gli arbitri e i designatori arbitrali. Lo faceva moratti, lo faceva facchetti.



Il rapporto era molto confidenziale e di amicizia e spesso prima delle gare qualcuno dell’inter, moratti in testa, passava a far visita agli arbitri. Altre volte accadeva invece che si incontravano dopo le partite, per una cena in compagnia e i complimenti di rito. Senza dimenticare come documentato da vari teste di quando i dirigenti inter andavano direttamente negli spogliatoi durante le partite a parlare con gli arbitri.

A questi fatti, che ora sembrano eclatanti, ne sono preceduti altri, omessi praticamente da tutti.

Bergamo

Le chiamate con l’inter? Qualcuno ha scelto le intercettazioni.

3 dicembre 2006, fonte tgcom

De santis

“Mi sentivo spesso con Facchetti e Meani. Con Giacinto Facchetti avevo un buonissimo rapporto e devo dire che lui in parecchie circostanze è stato molto ossessivo. Le sue richieste qualche volta sono andate anche oltre il lecito.

10 maggio 2007, fonte calciomalato

PM Narducci

Piaccia o non piaccia agli imputati non ci sono mai telefonate tra Bergamo o Pairetto con il signor Moratti

26 ottobre 2008, tratto da Camillo, il blog di Christian Rocca. Fonte quotidiano.net

Ancora Bergamo

Io spiato e intercettato dall’Inter. [...]
Mi costituirò parte civile nel processo a carico degli ex appartenenti alla security di Telecom.

9 ottobre 2009, fonte sky

La risposta dell’inter dopo quest’ultima dichiarazione. Iniziavano a sentire puzza di bruciato?

MILANO – In merito alle dichiarazioni del signor Paolo Bergamo, riportate da alcuni quotidiani riprendendo le frasi pronunciate dall’ex designatore arbitrale durante una trasmissione televisiva, F.C. Internazionale, ove le stesse dichiarazioni fossero confermate, si riserva ogni iniziativa legale per la tutela della propria immagine, in quanto:
il club nerazzurro, non solo è completamente estraneo ai fatti evocati dal signor Bergamo, ma altresì non è in alcun modo coinvolto nel procedimento al quale egli fa riferimento

11 ottobre 2009, comunicato ufficiale dell’inter apparso sul loro sito

Queste sono solo alcune delle notizie e delle testimonianze che dimostrano non solo che l’inter ha da sempre intrattenuto rapporti con il mondo arbitrale, non solo che hanno da sempre negato tutto auto-dichiarandosi onesti, ma anche e soprattutto che c’è stato un disegno ben preciso da parte di qualcuno di nascondere ed omettere fatti rilevanti, al fine di creare una realtà diversa da quella che era, dipingendo Moggi come il MOSTRO.

Senza parlare di manipolazione delle intercettazioni raccolte dall’azienda del gruppo, di pedinamenti illeciti ad avversari, arbitri, designatori e propri calciatori, di finti processi svolti in due settimane senza possibilità di replica, di una sentenzina decisa da guido rossi etc. etc.
Di questi ne parlaremo con calma nei prossimi giorni, che ora parli il processo, quello vero.

collateral murder

Questa è la guerra.

Civili e fotoreporter ammazzati perchè i soldati americani dal loro elicottero hanno scambiato un teleobiettivo per un lanciarazzi.

Uno schifo senza fine, che non dovrebbe mai avere inizio.

Migliaia di civili uccisi ogni giorno per sbaglio, per chi si trovano nel posto sbagliato, perchè un gruppo di esaltati senza cervello spara salvo poi portarsi dietro tutta la vita il rimorso e la sensazione allucinante di aver ammazzato qualcuno solo perchè era un nemico. Nemico di chi?

zaia e il mc.italy

Il ministro dell’agricoltura italiana luca zaia ha presentato nei mcdonalds la linea di panini mc.italy.

Pesce d’aprile?

Purtroppo no, non è un pesce d’aprile, ma quanto avvenuto circa 2 mesi fa.
Lo so, sembra assurdo, eppure è la triste realtà, il ministro dell’agricoltura italiana che sponsorizza la peggior catena di fast food presente in italia, quella che da sempre si distingue per la scarsa qualità degli alimenti, la poca attenzione ambientale, i vergognosi trattamenti sugli animali e le discutibili campagne pubblicitarie.

Il tutto ovviamente a scapito del vero made in italy, quello fatto da una miriade di piccoli produttori e distributori, dalla Sicilia alla Valtellina.

Probabilmente al ministro leghista è sfuggito questo piccolo particolare, ma d’altronde ad un leghista perdoniamo anche questo, con tutto l’afflusso di sangue concentrato nell’uccello…

Nota di chiusura.
Dopo l’esito delle elezioni dedicherò più spazio a questo partito, che con la scusa degli immigrati e dell’indipendenza dal sud dell’italia, sta facendo man bassa di poltrone e di soldi (renzo bossi il ripetente, luca zaia presidente anche del veneto [speriam che due cariche gli bastino per arrivare a fine mese], etc).
Il rischio della xenofobia, del razzismo, delle guerre di religioni, dell’arretramento tecnologico e della perdita dei nostri diritti con loro al governo è molto più alto.

La triste ed immediata presa di posizione contro la RU486 ne è un lampante esempio.

L’unica consolazione, per ora, è che se ce l’hanno fatta loro…

Raiperunanotte: contro la censura

Aggiornamento del 27 marzo 2010
Serata spettacolare. Davvero una risposta importante degli italiani.
Il ducetto piduista ci prova continuamente, censura a sinistra e a manca, impartisce ordini a tutti i suoi vassalli, non rispetta le leggi e la Costituzione, denigra e offende le altre cariche istituzionali, tratta le donne come stracci o puttane etc. etc., ma molti cittadini se ne stanno accorgendo e ieri sera è andato in onda il più grande evento web della storia italiana: 120000 accessi unici contemporanei, alla faccia di verdini (quello del milione).
Qui l’intera puntata per chi volesse rivederla o non l’ha vista. Il video è un flv visibile con il plugin flash installato nel browser (quindi su tutti i sistemi operativi, Ubuntu in testa, visto che ho notato che qualcuno è arrivato sul sito per capire come vedere l’evento sotto Linux. Giovedì sera la maggior parte delle web tv trasmettavano in streaming in formato flash, altre in formato silverlight (la copia di Flash fatta da microsoft in questi ultimi anni, è disponibile anche per GNU/Linux tramite Moonlight, e altri ancora in rtsp o mms, e in questi casi andava bene il plugin totem-mozilla o simili, oppure aprire il link con VLC)


Questa sera, giovedi 25 marzo 2010, raiperunanotte, evento organizzato da Santoro ed altri giornalisti della rai, in seguito alla chiusura dei talk show televisivi politici durante la campagna elettorale.
Il nano piduista e la sua banda di fascisti hanno compiuto con questo gesto un altro passo irreversibile nella direzione del regime, mancando di rispetto e di democrazia nei confronti dei suoi avversari politici e di tutti i cittadini italiani.

Raiperunanotte vuole essere una risposta a questa preoccupante operazione di censura: l’evento vero e proprio si terrà al Paladozza di Bologna (esauriti i posti in mezzora!) ma grazie alla partecipazione di tutti e alle enormi potenzialità offerte da internet sarà possibile vederlo in tutta l’Italia.
Sul sito raiperunanotte trovate tutti i link agli streaming video dell’evento (tra cui quello di currentv, la televisione partecipativa fondata da Al Gore, e quello di repubblica.tv), oltre ai luoghi dove sarà possibile vederlo in compagnia (a Milano ad esempio in Porta Ticinese, Corso Garibaldi etc.) e alle televisioni private, molte delle quali locali, che trasmetteranno l’evento (in Lombardia ad esempio telelombardia e antenna3).

Vi consiglio di guardarlo. Credo sia l’occasione per dimostrare ai politici ed ai potenti italiani come esistano altre forme di informazione oltre alla televisione, e che la censura non serva ad altro che ad aumentare il desiderio e la voglia di informarsi.
Non mancheranno inoltre momenti di grande divertimento, grazie alla presenza di molti ospiti, tra cui il grandissmo Luttazzi (espulso dalla televisione più volte, troppo scomodo per il sistema), elio e le storie tese, Gad Lerner, Milena Gabanelli, Sabina Guzzanti e molti altri.

Click. E la televisione non c’è più.

Un milioni di troppo…

Gonfiare i numeri delle manifestazioni lo hanno fanno un po tutti, chi più chi meno, ma dare degli incompetenti e degli ubriachi a chi però i conteggi dei manifestanti lo fa di lavoro, alias la questura di Roma, sono riusciti a farlo solo quelli del pdl…

La querelle è scoppiata dopo che quelli del pdl hanno stimato in 1 milione le persone presenti alla loro manifestazione, mentre la Questura di Roma li ha stimati in 150 mila.

Queste le dichiarazioni del cicchitto, capogruppo del pdl alla camera:

“Siamo francamente stupefatti da ciò che ha affermato la Questura; ricaviamo l’impressione che alla Questura di Roma c’e qualcosa che non funziona”.
“Quando la piazza è strapiena il numero dei presenti è molto più vicino alla cifra affermata dall’On. Verdini che a quella indicata dalla Questura”.

Queste invece quelle di gasparri:

Evidentemente in preda a stress o in crisi etilica la Questura ha diffuso cifre false, in difetto, sui partecipanti alla nostra grande manifestazione.

La risposta dell’Associazione nazionale funzionari di polizia (Anfp):

“Le infondate critiche provenienti dall’onorevole Fabrizio Cicchitto ed il fine humor del senatore Maurizio Gasparri sulla professionalità della questura di Roma e di chi la dirige, in merito alla stima dei partecipanti alla manifestazione di ieri in piazza San Giovanni, danno la misura del senso dello Stato e della coerenza di certi politici”.

In difesa della polizia anche il sindacato interno Sap:

“Ognuno deve fare il proprio mestiere. La questura fa il suo e i dati sui manifestanti di piazza s.Giovanni rappresentano la realtà dei fatti, sicuramente erano qualcosa in meno e non in più. La rilevazione sulle presenze in piazza, in occasioni di manifestazioni politiche, sindacali e di altro tipo si basa su metodologie consolidate che sono utilizzate dai responsabili dell’ordine pubblico e dalla Digos.”

Oltre alla Polizia e agli organi di cui sopra altri hanno provato a spiegar loro che in una piazza di 39.100 mq non ci possono stare più di 156.000 persone, altri ancora hanno proposto di regalargli un pallottoliere, ma c’è voluto Natalino, che con molta tranquillità, ha individuato e risolto il mistero: quelli del pdl hanno contato anche milioni, panino compreso.

Semplice e geniale come tutte le soluzioni, dopo che sono state trovate ovviamente…

Altre fonti: